Le nostre posizioni essenziali

Ciò che ci distingue :

– La difesa intransigente e continua del comunismo integrale come vero e proprio movimento di auto-emancipazione umana del proletariato universale che si abolisce sradicando il denaro, il lavoro salariato e lo Stato…

– La conoscenza dialettica della razionalità storica come auto-movimento di vera vita per l’intera specie umana che riconosce la materialità biologica e cosmica del suo divenire universale cosciente…

“….Mentre i servi della gleba fuggitivi volevano soltanto sviluppare e fare affermare liberamente le loro condizioni di esistenza già in atto, e quindi in ultima istanza arrivarono soltanto al lavoro libero, i proletari invece, se vogliono affermarsi pienamente come persone, devono abolire la loro propria condizione di esistenza quale è stata fino ad oggi, che in pari tempo è la condizione di esistenza di tutta la società fino ad oggi, cioè, abolire il lavoro. Essi si trovano quindi anche in antagonismo diretto con la forma nella quale gli individui della società si sono dati finora un’espressione collettiva, cioè in opposizione allo Stato, e devono annientare lo Stato per realizzare la loro personalità.”

Marx – Engels, L’ideologia tedesca, 1845

 

Principi fondamentali del gruppo
Guerra di Classe

Il comunismo non è altro che la verità storica universale del movimento reale che produce l’intero divenire della specie umana. Non è né un programma né una serie di ricette prodotti da cervelli dottrinari e pretenziosi, ma la passione carnale del vivere radicale, corrispondente all’esperienza autentica di uomini concreti che vogliono semplicemente essere sé stessi ed uscire dall’accumulo delle lacerazioni che fondano il tempo del dominio assoluto della merce. Da quando la rivoluzione neolitica del baratto e dello scambio ha rovesciato l’esistenza nell’alienazione del lavoro e del calcolo, l’umanità non ha smesso di incessantemente insorgere contra l’influenza del regno della quantità per trovare la via della qualità umana cosciente nell’ambito di una produzione sociale interamente conforme ai reali bisogni umani. Le continue insurrezioni contadine per difendere le Comune della vita e le ininterrotte sedizioni operaie per istituire la vita del Comune attestano che la storia di ogni società è stata fino ai nostri giorni solo storia di lotte di classe… Dalle comunità primitive ripiegate su se stesse che non potevano resistere allo shock competitivo degli incontri conflittuali del commercio originario al comunismo universale di domani, c’è una continuità permanente ; è quella che passa tramite questa sempre presente aspirazione molteplice a liquidare l’oppressione politica e lo sfruttamento economico per far nascere la Comunità dell’essere insieme in un mondo senza denaro né Stato.

I nostri principi di base, così come sono qui esposti, costituiscono solo una breve sintesi di ciò che la teoria critica ha saputo sviluppare nel tempo dalle correnti le più massimaliste derivanti dalla Prima Internazionale, dal suolo Comunardo delle terre europee fecero nascere lo spirito più avanzato degli esperimenti le più sediziosi della storia umana. Questi ultimi intrapresero, da un lato, di formalizzare il movimento rivoluzionario verso la realizzazione storica della comunità umana veritiera, sbarazzata dal lavoro salariato e dallo Stato e, d’altra parte, di denunciare tutte le sinistre le estreme sinistre del Capitale che, come stadio supremo del riformismo della merce, non hanno mai avuto altra funzione che quella di elaborare i più moderni laboratori di ricerca per il trionfo progressista della libertà dispotica della tirannia del denaro.

Questi principi di base non hanno quindi lo scopo di spiegare l’intero processo storico che conduce alla crisi finale del capitalismo mondiale e all’emergere comunista della fine del lavoro. Esse mirano solo a mettere in evidenza qualche pali indicatori da cui tale comprensione deve essere considerata in modo che, a differenza di tutti i racket che, dall’estrema destra all’estrema sinistra del Capitale, intendono prolungare la vita falsa del commercio democratico, del comprare e vendere, dell’apparire e dell’avere, dell’angoscia, dell’illusione e delle menzogne pubblicitarie dell’economia narcisistica della merce, possa finalmente emergere una questione umana radicale in grado di indicare la via dell’auto-emancipazione umana per l’emergere di una comunità universale dell’intera specie umana.

Il Gruppo Guerra di Classe si considera una semplice espressione, tra le altre, della corrente comunista organizzata all’interno del movimento generale del proletariato mondiale, vale a dire di tutti gli esseri umani che non hanno potere sulla loro esistenza, interamente vampirizzata dalla dittatura salariale delle forze produttive del Capitale. Ma questo non può significare che il nostro gruppo sia l’unico a detenere la verità o che sia intorno ad esso che la corrente comunista si organizzerà necessariamente quando sarà arrivato il periodo rivoluzionario di confronto con il governo mondiale dello spettacolo della merce. La verità è esclusivamente pratica ed è solo la verità del tempo della crisi terminale del modo di produzione capitalista che unificherà e omogeneizzerà la coscienza critica oggi ancora necessariamente sparsa ed eterogenea. La coscienza vera del comunismo può manifestarsi come integralità storica solo quando lo sviluppo universale dell’anti-alienazione troverà la capacità storica per poter affermarsi, cioè dal momento in cui la crisi dell’auto-dissoluzione del Capitale si dispiegherà come l’ineluttabile corso dell’auto-negazione del Proletariato.

 

UNITÀ TOTALITARIA DEL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTA MONDIALISTA

Dal 1914, il modo di produzione capitalista è diventato il mondo intero in movimento di alienazione. Assorbendo e abrogando allo stesso tempo la sua anteriorità, è poi entrato nella fase di dominio pienamente realizzato della merce che annuncia il momento in cui inizia la decadenza del dispotismo generalizzato della legge del valore, poiché il Capitale che vive solo dello sfruttamento del lavoro umano è sempre più condannato all’auto-annientamento in un’attività macchinista pletorica quale, se rende possibile produrre più velocemente e meno caro produce guadagna sempre meno in termini di valorizzazione reale poiché robotizzazione frenetica, se suscita masse ingigantite di redditività illusoria, riduce costantemente il saggio di profitto effettivo.

La base materiale storica di tutte le società è l’addomesticamento degli uomini da parte del lavoro e il modo di produzione capitalista è solo la forma più anti-umana della storia chiusa quando il lavoro dell’uomo addomesticato è diventato ricchezza reificata totale come fine di tutti gli oggetti e oggetti di tutti i fini. In questo contesto, Russia, Cina e tutti gli altri paesi con etichette socialiste hanno finito per sprofondare in una crisi generale che ha completamente svelato la natura capitalista di Stato della loro impostura ? e le carenze endemiche del loro apparato di produzione sottoposto fin dall’inizio alle leggi del mercato internazionale che alla fine li ha fatti crollare mentre la tirannia della merce planetaria riorganizzava l’intera fabbrica-mondo come modernità compiuta del dispotismo illimitato del valore.

Il Capitale è definito storicamente, non dalle modalità di appropriazione privata o statale che organizzano il processo di sfruttamento, ma dal fatto che si trovano in lui le categorie essenziali che rendono possibile il Capitale: scambio, denaro, produzione mercantile, lavoro salariato, Stato…  Il capitalismo di Stato si diffonde o regredisce su scala mondiale secondo le contraddizioni che attraversano lo spazio-tempo dei vari periodi di crisi. Costituisce una tendenza perché la concorrenza delle diverse frazioni del Capitale mondiale di fronte alla caduta del saggio di profitto che porta alla saturazione dei mercati non fa che esacerbarsi e porta quindi successivamente a nazionalizzazioni o privatizzazioni parziali o addirittura a modelli di economia mista.  Ma in ogni caso, in tutti i paesi, il compito del proletariato è lo stesso: la distruzione di tutti i rapporti di produzione capitalisti. In altre parole, non si può parlare di emancipare il lavoro, ma bensì di emanciparsi dal lavoro.

 

LE LOTTE CAPITALISTE DI LIBERAZIONE NAZIONALE

Come momenti della storia geo-politica della riproduzione della vita falsificata, queste lotte possono svilupparsi, oggi come ieri o come domani, solo nel quadro di conflitti inter-imperialisti per la ridistribuzione delle carte alienanti del mercato mondiale. La mitologia della costituzione di un capitalismo nazionale può avere un ruolo progressista solo dal punto di vista dello sviluppo mistificante della merce e può prosperare solo a costo di un sovra-sfruttamento del proletariato locale. La partecipazione o il sostegno anche critico del proletariato a queste lotte è sempre un’esca contro-rivoluzionaria che manipola e incarcera la classe operaia portandola a servire come pietosa carne da lavoro e da cannone a beneficio di una nuova classe capitalista locale, ansiosa solo di potenziare autonomizzare per i suoi unici scopi le forze produttive del Capitale nazionale, per potere sfruttare essa stessa le risorse umane dell’area di insediamento sociale e politico del suo dominio. Di fronte alla realtà del mercato mondiale del macchinario che forgia lo spettacolo mondiale della merce più moderna, la lotta di classe non può che essere internazionalista come proclamato già nel 1848 dal Manifesto Comunista. In effetti, i proletari non hanno nessuna patria commerciale da difendere… Proletari di tutti i paesi, unitevi contro tutte le metastasi della ragione mercantile che vuole attaccarvi al totalitario fuori-terra del valore di scambio per deportarvi agli antipodi della terra tangibile delle abitazioni della terra comune della nostra nascita carnale. Così, in tutti i paesi del mondo la lotta diretta, totale e definitiva contro il Capitale e tutte le sue cricche retrograde o moderniste è l’unica via possibile per l’auto-emancipazione comunista del proletariato.

 

INGANNI ELETTORALI

Sono una terra di mistificazioni che perpetuano l’ideologia democratica della servitù volontaria delle erranze votarde, dei dibattiti insipidi della sottomissione, del suffragio universale della schiavitù nel fantasma egocentrico del soggetto libero narcisistico, della Città delle responsabilità mercantili, dei rappresentanti eletti dell’autocrazia mercantile che il Capitale usa per  mascherare il dominio di classe che lo sottende e che organizza con grande rafforzamento di condizionamento permanente.

Il proletariato non ha nulla a che fare su questo terreno morboso che prolunga solo la sua lenta morte nella fabbrica del lavoro salariato concentrazionario: né per partecipare ma neanche per astenersi. Non deve neanche essere usato come “piattaforma di propaganda” perché questo rafforza solo il mito democratico della scelta individuale narcisistica e chimerica contribuendo a nascondere la realtà della lotta di classe verso il comunismo che mira a distruggere tutte i rapporti capitaliste della cittadinanza del libero movimento egoista delle nevrosi individuali riversate nel penitenziario dei successi sociali del denaro.

 

LA MITOLOGIA DELLA MENZOGNA DEMOCRATICHA

La democrazia è la dittatura superiore del valore di scambio, laddove il mercato si fa uomo digerendo tutta l’intimità umana asservita per farne l’infinita duplicazione del feticismo della merce. La transizione verso dominio reale del valore è la transizione al modo di produzione capitalista pienamente sviluppato della democrazia come la forma più compiuta della dittatura del profitto interminabile.

Ogni volta che il proletariato è stato massacrato in tutte le sue emergenze più radicali, troviamo sempre il partito dell’ordine capitalista raggruppato dietro la bandiera della democrazia pura come emblema più rilevante del progresso della merce. È la modernità più avanzata delle forze produttive dell’alienazione che rende la democrazia la prigione più terribile per gli uomini murati nello spettacolo dell’accumulazione delle merci. E lì, le varie sinistre del Capitale sono ogni volta all’avanguardia dello schiacciamento del proletariato… La Comune di Berlino e Rosa Luxemburg morirono assassinate nel 1919 per decisione della social-democrazia e la Comune dei marinai di Kronstadt fu, essa, condannata a morte dall’intero apparato bolscevico del capitalismo di Stato lenino-trotskista nel 1921 dopo che quest’ultimo aveva fatto scomparire l’intera realtà rivoluzionaria dei soviet.

L’anti-fascismo fu la religione capitalista più elaborata del XX° secolo allo stesso tempo permise di schiacciare l’incendiaria lotta di classe proletaria di allora (in particolare Barcellona 1937) e di militarizzare la popolazione mondiale per trascinarla verso la seconda carneficina imperialista che legittimò  la spartizione dei mercati e la distruzione dei paesi dell’Asse per far avanzare la democrazia dell’atomizzazione umana perfezionata. L’anti-razzismo è l’elaborazione religiosa più capitalista del XXI° secolo, che permise, dopo il grande spavento comunardo che colpì tutti padroni di fronte al grande sciopero selvaggio del 1968, di procedere con la grande sostituzione storica del proletariato insurrezionale delle terre comunarde del Nord con un vasto esercito di riserva immigrato da un Sud ancestralmente immobilizzato nelle stagnazioni del dispotismo orientale e del culto dell’obbedienza. L’immigrazione estesa viene qui per dire che lo scopo democratico del capitalismo è la migrazione della classe operaia fuori dalla propria storia rivoluzionaria al solo scopo di realizzare la vasta galleria commerciale globalista degli uomini liberamente uguali nel culto dell’adorazione del mercato.

 

LE SINISTRE DEL CAPITALE

Le frazioni più radicali della classe capitalista mondiale, le sinistre della merce sono il suo ultimo bastione. Sono l’espressione politica e ideologica le più caratteristiche della tendenza al capitalismo più progressista. Il loro ruolo è la mistificazione del proletariato da parte del nazionalismo della ragione mercantile, il sindacalismo, la democrazia, l’elettoralismo, l’ecologismo, il femminismo, l’anti-razzismo e di tutte le impasse rinnovatrici che per voler dissuaderci di pensare l’annientamento dell’abiezione mercantile cercano di sedurci per farci morire nei cimiteri della tranquillità uniforme della felice libertà narcisistica degli oggetti-merce rinnovati. I burattini sinistroidi sono solo il garante estremista, il sostegno critico più mitomane della perfezione della merce, i procacciatori compiacenti della sinistra del Capitale. Essi devono quindi essere considerati e trattati come tali dal proletariato.

La lotta di classe comunista si svolge al di fuori di tutte le ricomposizioni attualizzanti del Capitale che intendono perfezionare l’azione umana inghiottita dal lavoro del valore e combatte tutti coloro che vogliono sostenere, “criticamente” o meno, l’illusionismo democratico quale è, in primo luogo, l’altra faccia dello scambio mercantile che è nato e si è sviluppato storicamente con esso sull’agorà commerciale delle prime competizioni del avere… L’autonomia proletaria mira a realizzare la dittatura anti-statale del proletariato federata in Consigli operai planetari al fine di liquidare tutte le violenze governative dell’ordine di mercato. Fin dall’inizio della sua comparsa, è rifiuto di qualsiasi transizione che manterrebbe un’unica particella di degrado dell’umanità nelle incarcerazioni del denaro e del lavoro salariato. Anche se ci vorrà tempo per spazzare via tutti gli orrori dell’organizzazione territoriale, tecnologica, scientifica e urbana della schizofrenia capitalista, va da sé che fin da subito sarà necessario fare frattura intransigente con tutto ciò che rende l’organizzazione sociale della prostrazione davanti al lavoro della non-vita. In questo modo, la rivoluzione comunista distruggerà tutte le costruzioni che fanno dell’umanità un branco di monadi reificate nella solitudine carceraria dei commerci della cittadinanza della disumanizzazione totale dell’essere umano.

 

LA RIVOLUZIONE COMUNISTA UNIVERSALE

Non mira alle nazionalizzazioni, al controllo operaio o alla gestione diretta delle fabbriche e delle campagne della scena capitalista, che sono solo le soluzioni di salvataggio del sistema della merda dell’economia politica. Il suo unico scopo è : LA DISTRUZIONE DEL CAPITALE, DELLO SCAMBIO, DELLA MERCE, DEL LAVORO SALARIATO E DELLO STATO SU SCALA MONDIALE. Per questo, il movimento sociale di comunizzazione integrale attaccandosi a l’insieme dei rapporti capitalisti dello spettacolo della servitù, e per passare all’emergere della comunità umana universale, sarà costretto a distruggere da cima a fondo l’economia e la politica, espressioni addomesticatore del dominio della legge del valore, e questo sulla scala dell’intero pianeta.  Infatti, per negare sé stessa come ultima classe della storia, il proletariato non può che affermarsi prima di tutto come la sua propria auto-abolizione, cioè come un’attività umana totale dell’anti-lavoro, dell’anti-denaro e dell’anti-stato…

 

LA PRATICA DELL’INTERVENTO COMUNISTA

È allo stesso tempo un prodotto storico del movimento sociale refrattario e un fattore attivo nello sviluppo teorico-pratico di questo movimento dialettico.

I gruppi che sorgono qua e là per affermare la continuità della corrente comunista storica, tra i cicli di rivoluzione e di contro-rivoluzione, non sono di conseguenza separati dalla classe proletaria nel movimento della sua costituzione rivoluzionaria generale. Pertanto, non possono mirare a rappresentarlo, dirigerlo o sostituirlo. Nelle diverse fasi della lotta tra proletari e capitalisti, questi gruppi cercano, per quanto possibile, di rappresentare sempre la critica radicale più avanzata e gli interessi del movimento nella sua totalità.

In pratica, i gruppi comunisti sono quindi la frazione che cerca di essere la più risoluta del movimento proletario storico di tutti i paesi, la tendenza recalcitrante che colma il divario tra i fallimenti del passato e le rinascite a venire e che cerca di acuire tutte le emergenze sociali contestatarie verso il radicalismo più estremista possibile.

Teoricamente, si definiscono in modo anti-elitista rispetto al resto del proletariato per il fatto che possiedono, secondo le condizioni storiche, per la loro esperienza e le conseguenti conquiste metodologiche, una comprensione più chiara delle condizioni, della marcia e dei fini generali della dialettica del movimento verso l’auto-abolizione del proletariato. Ma questo non dà loro alcuna prerogativa o primato qualsiasi, semplicemente la capacità di intraprendere di cogliere con umiltà il determinismo della dialettica dell’humus storico che spiega perché ciò che è, non può non essere…

Il loro intervento ha per principale asse la partecipazione alle lotte del movimento proletario contro il Capitale, denunciando sistematicamente le mistificazioni rinnovatrici del Capitale e tutte le ideologie riformiste dei suoi difensori all’interno del movimento stesso. Ciò intende contribuire alla formazione di gruppi operai massimalisti che saranno, tramite il loro coordinamento e la loro estensione spontanee, pietre miliari della coscienza critica verso la costituzione organica dell’organizzazione autonoma del proletariato rivoluzionario. Ovviamente questa pratica non può essere concepita che su una scala globale nella prospettiva radicale e centralizzata della PRATICA MASSIMALISTA MONDIALE DEL PROLETARIATO UNIVERSALE, DELLA CRISI TERMINALE DEL CAPITALE ALL’EMERGERE DELLA COMUNITÀ UMANA UNIVERSALE.

La prima guerra mondiale ha storicamente segnato l’ingresso in decadimento del capitalismo, che fin dal suo passaggio al dominio reale ha conosciuto contraddizioni insolubili a livello dello spettacolo della sua riproduzione generale, derivanti dalla spartizione del mondo imperialista. Il capitalismo rinchiude l’umanità in un ciclo permanente di autodistruzione sempre più feroce – crisi, guerra, ricostruzione, crisi,… – che perpetuando la fabbrica mondiale dell’umanità asservita al dispotismo del monetizzabile sfrenato è l’espressione più perfetta del fatto che il modo di produzione capitalista è sempre più incapace di riprodurre la riproduzione del suo potere. Se il 1914 ha segnato il pieno dominio della legge del valore in comincio di realizzazione e il 1968 la fine dell’inizio di questo dominio in realizzazione, siamo entrati, dalle crisi bancarie e monetarie del secolo attuale, all’inizio della fine del vampirismo tecnologico e finanziario con cui il modo di produzione capitalista si accanisce nel frenare le tendenze esplosive di un tempo che ora porta in sé tutti i semi attivi dell’auto-dissoluzione dello spettacolo della merce come tale. D’ora in poi, il Capitale nelle sue molteplici metamorfosi nella dissolutezza del credito fittizio di situazioni di valorizzazione sempre più immaginarie, ha raggiunto il punto storico in cui non può più materializzarsi che tramite una corsa a capofitto completamente fantasmagorica nel tentativo di sfuggire alla sua incapacità di riprodurre la sua insormontabile sovra-produzione mondiale.

Il disordine capitalista universalizzato è così diventato la condizione dell’ordine universale del Capitale. Caos bancario, caos terroristico, caos migratorio… Lo spettacolo mondiale del governo delle merci accende costantemente fuochi derivativi per rimodellare ovunque il macchinario dello sfruttamento tramite l’edificio sociale di una servitù globale sempre aggravata. Perché l’unica urgenza, naturalmente, è quella di evitare il più a lungo possibile che il gigantesco fuoco della lotta di classe mondiale si accenda mentre che il Capitale tende a raggiungere l’insormontabile barriera storica contro la quale si infrangerà e che fissa il contenuto oggettivo della rivoluzione comunista.

Il proletariato non deve ammettere alcuna mediazione tra sé stesso e la sua auto-negazione rivoluzionaria verso il comunismo, quindi nessuna organizzazione diversa dal proprio movimento della liquidazione totale del lavoro, del denaro e dello Stato. Ciò che permetterà di comprendere definitivamente il movimento storico pratico delle sconfitte rivoluzionarie del passato, traendone tutte le lezioni teoriche, è la ripresa rivoluzionaria che comincerà a riapparire a partire dalle condizioni reali della crisi finale a venire del Capitale e secondo il fatto che la comunità umana universalmente realizzabile è la conseguenza dialettica dell’imperialismo sociale della merce universale divenuta ir-realizzabile.

L’EMANCIPAZIONE DEL PROLETARIATO SARÀ ESCLUSIVAMENTE OPERA DELL’AUTO-MOVIMENTO DEL PROLETARIATO STESSO CONTRO TUTTI COLORO CHE PRETENDONO PARLARE AL SUO POSTO !


Ancorati nel divenire di tutte le generazioni e nel corso del filo del tempo critico ; dalle lotte radicali che vanno dalla fine delle comunità prime limitate all’universalità del sollevamento per una comunità di attività umana senza denaro né Stato, attraversando tutte le passioni che non hanno cessato di operare per l’affermazione storica dell’auto-emancipazione dell’Essere umano…


1818 : nascita di Karl MARX

1918 : Movimento comunista dei consigli in tutta l’Europa sediziosa

1968 : Sciopero selvaggio generalizzato

2018 : Il GRUPPO Guerra Di Classe si fonda nella prospettiva della rivoluzione comunista per la formazione pratica e teorica del sorgere Comunista Generalizzato e la ri-appropriazione critica della Comunità umana universale come comprensione dell’esistenza totale della Natura vivente…